I monopattini sono solo l’inizio. Prima o poi targheranno anche i pedoni.  E la multa per divieto di fermata sarà almeno da 87€.

87€ contro 29€. Indovinate chi paga di più.
Parcheggiare un mezzo sharing ( bici o monopattini con la targa) nel posto sbagliato costa 87€.
Parcheggiare un'auto (con la targa) nel posto sbagliato costa 29€. Per un monopattino / bici che pesa venti chili, non inquina e non occupa mezzo marciapiede. Qualcuno potrebbe pensare che sia un caso. Noi pensiamo che sia un sistema.

di Bel Parcheggio

Dal 16 maggio 2026 i monopattini elettrici hanno la targa obbligatoria. Chi circola senza rischia fino a 400€ di multa. (Fonte: Torino Oggi, 16/05/2026) A luglio arriva anche l’assicurazione obbligatoria per tutti i monopattini, sia privati che sharing.

Il prossimo passo logico, a questo punto, è targare le scarpe.

Non ci stupiremmo.

87€ contro 29€. Indovinate chi paga di più.

Parcheggiare un mezzo sharing (con la targa) nel posto sbagliato costa 87€.
Parcheggiare un’auto (con la targa) nel posto sbagliato costa 29€.

multa veicolo in divieto di fermata comune di torino
Multa auto in divieto di fermata

Tre volte tanto.

Per un monopattino / bici che pesa venti chili, non inquina e non occupa mezzo marciapiede. Qualcuno potrebbe pensare che sia un caso. Noi pensiamo che sia un sistema.

E non è nemmeno colpa dell’utente che ha lasciato male il mezzo — spesso. Perché quella bici DOTT in Via Nizza era parcheggiata correttamente alle 19:43. Alle 20:50 era sul marciapiede. Qualcuno l’aveva spostata fisicamente per guadagnarsi un posto auto. ( vedi foto)

Chi ha spostato la bici: zero conseguenze. Chi aveva parcheggiato correttamente: 87€. L’automobilista che eventualmente era in divieto: 29€.
Sarei davvero curioso di calcolare la percentuale di multe sul rapportate ai veicoli circolanti.
Sia su mobilita attiva che auto/moto veicoli.
Se qualcuno avesse dei dati più validi di quelli che si trovano me lif accia avere per favore !

I parcheggi esistono. Si trovano solo: su https://muoversiatorino.it/it/aree-sosta-monopattini/

Il Comune non è rimasto fermo. Ha istituito oltre 200 stalli dedicati ai mezzi sharing, con tanto di ordinanza e coordinate GPS. Sono dei rettangoli dipinti a terra con vernice gialla e verde, a dimensione variabile. (Fonte: Città di Torino)

Visibili dall’app. Invisibili dalla strada. O dalla ciclabile. A volte rialzati, senza una rampa per accedere con il mezzo sharing.

Nessun cartello verticale. Nessuna indicazione che si possa vedere avvicinandosi senza uno smartphone in mano. Se non sai già dove sono, non li trovi. E se non li trovi, parcheggi dove puoi. E prendi la multa.

CI sarebbero i Parcheggi per bici e scooter ma spesso sono senza archetti e ci trovi le auto.

L’assessora Foglietta ha dichiarato: «Per evitare le multe basta lasciare bici e monopattini negli spazi appositamente delimitati». (Fonte: Clean Cities Italy, 09/02/2026) Giusto. Basta trovarli. E sperare che la P che vedi da lontano non sia occupata da qualche veicolo.

Ecco la distribuzione dei 200 parcheggi per mezzi sharing :

mappa parcheggi con segnaletica orizzontale parcheggi mezzi sharing torino

Il parcheggio bici con il cartello P. Senza gli archetti.

Parcheggio bici torino occupato da auto

E poi ci sono i parcheggi per bici — quelli veri, con il cartello verticale P ben visibile, quello che si vede da lontano e che dovrebbe voler dire qui puoi lasciare la bici o il tuo mezzo sharing. Peccato che spesso, gli archetti a cui assicurarla non ci siano. No archetti = un Bel Parcheggio per qualche automobilista distratto.

In seguito a questo reel in cui denuncio la mancanza degli archetti, Bike Pride Torino ha avviato una mappatura e segnalato 34 di queste aree nel comune di Torino.
Dopo 5 mesi 28 sono ancora completamente vuote. O meglio : Bel Parcheggio GRATIS per le auto.

Le restanti 6 hanno tre archetti ciascuna — abbastanza per sei bici, in un’area pensata per molte di più.

Parcheggio bici copenhagef
Parcheggio bici a Copenaghen con 5 archetti = 10 bici + qualcuna lateralmente

(Fonte: mappatura @bikepride_torinoQua la mappa )

Senza archetti non si assicura la bici. Senza assicurarla, non la lasci lì. Risultato: spazio vuoto con un bel cartello, occupato comodamente da auto e scooter. E la bici finisce al palo del segnale stradale, dove rischia una multa fino a 800€. (Fonte: Consiglio di Stato, sentenza n.7353/2025)

Tutto torna. Peccato che torni sempre dalla parte sbagliata.

Il conto finale.

Nel 2025 i mezzi di micromobilità a Torino hanno collezionato 12.730 verbali — tre volte quelli del 2024. Non è un’impennata di maleducazione. È che più controlli ci sono, più è evidente che l’infrastruttura non c’è.

Nel frattempo gli operatori di sharing guardano i numeri e fanno i conti. A livello nazionale un operatore su quattro ha già lasciato le città italiane negli ultimi tre anni. Torino ha già salutato ToBike, Link e Cityscoot. (Fonte: Osservatorio Nazionale Sharing Mobility; Clean Cities Italy, 02/01/2024) Quando un operatore se ne va non porta via solo i mezzi. Porta via un’alternativa all’auto.

Forse è esattamente questo il punto.

Targa ai pedoni

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *