
Torino approva una mozione sulle piste ciclabili con 28 voti favorevoli e 1 contrario.
4 maggio 2026
Ieri, lunedì 4 maggio 2026, il Consiglio comunale di Torino ha approvato una mozione che impegna l’Amministrazione a fare le piste ciclabili come si deve.
Prenditi un momento. Rilassati. Rileggi.
Una mozione. Votata. In aula. Per impegnare il Comune a non fare le ciclabili di merda.
Cosa dice la mozione
La mozione è stata presentata dal consigliere Emanuele Busconi, raccogliendo indicazioni della Consulta della Mobilità Ciclistica. Il documento approvato chiede, tra le altre cose:
Collegare quello che esiste già. Suggerirei di creare un sistema di segnaletica che ci permette di non guardare il navigatore sul telefono
Le direttrici ciclabili torinesi sono isole. Non si parlano. Manca, per esempio, un collegamento est-ovest che attraversi la Circoscrizione 4. Nel 2026. Manca. Non è in costruzione, non è in progetto: manca e basta. La mozione segnala che sarebbe il caso di farlo.

Mettere un posto dove lasciare la bici. Servono Bei Parcheggi sicuri per le bici !
Velostazioni, bikebox, rastrelliere coperte vicino alle stazioni ferroviarie, alle fermate metro, ai grandi capolinea del trasporto pubblico, agli ospedali, alle scuole, alle università, ai musei, alle aree commerciali. Cose che nelle città funzionanti esistono da decenni. Qui serve una mozione.
Qua avevo denunciato la mancanza di archetti per legare le bici nonostante ci fosse la segnaletica di Parcheggio 🅿️ -> video su instagram
Controllare che le piste esistenti non cadano a pezzi. E magari renderle realmente ciclabili.
La mozione chiede un piano di monitoraggio e manutenzione delle infrastrutture ciclabili e della segnaletica orizzontale, inclusi i controviali a priorità ciclabile. Perché evidentemente non era previsto di controllare quello che si costruisce.

Progettare le nuove ciclabili secondo le regole esistenti. Si, esistono delle regole che puntualmente i progettisti dimenticano di seguire
La mozione indica espressamente le Linee guida progettuali contenute nell’Allegato A del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (Regione Piemonte, D.G.R. n. 35-6638/2023). Linee guida che già esistono. Già scritte. Già approvate. E che a quanto pare qualcuno non stava seguendo, se serve una mozione per ricordarlo.
La prima regola citata esplicitamente? Evitare le piste ciclabili a centro strada. Una cosa che, chi va in bici a Torino, considera una forma di tentato omicidio istituzionale.

Fare gli attraversamenti pedonali e ciclabili come si deve. Per la sicurezza di tutti !
Chiari, ben separati, di larghezza adeguata — non inferiore a quella delle strisce — senza strozzature né spigoli a 90°, lineari rispetto al senso di marcia. Dove possibile, pedonale e ciclabile separati. Perché evidentemente esistono attraversamenti ciclabili con gli spigoli a 90°. Perché qualcuno li ha progettati. Qualcuno li ha approvati. Qualcuno li ha costruiti. E qualcuno è stato pagato per farlo.
Mettere barriere fisiche contro la malasosta. Ciao ciao Bel Parcheggio
Panettoni, paletti, archetti portabici, o l’allargamento dei nasi d’incrocio con aiuole e barriere verdi. Per contrastare la sosta selvaggia che riduce la visibilità dei ciclisti e aumenta il rischio di collisioni. Cioè: proteggere le persone che usano la bici dalle macchine parcheggiate dove non dovrebbero. Con delle strutture fisiche. Non con la speranza.

Fare le piste più larghe del minimo di legge.
La mozione chiede di prevedere piste ciclabili più larghe del minimo, per permettere il transito di un numero maggiore di biciclette, delle cargobike e dei mezzi per persone con disabilità. Il minimo di legge è 1,50 metri per una corsia unidirezionale. Meno di quanto serve a due persone per pedalare affiancate. Più di quanto Torino garantisca in molti tratti.

Il voto
Dopo un dibattito a cui hanno partecipato i consiglieri Castiglione, Diena, Firrao, Ledda, Liardo, Pidello, Saluzzo, Santiangeli, Scanderebech e Viale, il documento è stato approvato con:
- 28 voti a favore
- 1 voto contrario
- 1 astensione
C’è qualcuno, in quel Consiglio comunale, che ha votato contro una mozione che chiedeva di fare le piste ciclabili senza spigoli a 90° e con la manutenzione.
Non sappiamo ancora chi è. Ma ci piacerebbe saperlo.
Cosa cambia da domani
Niente, tecnicamente.
Una mozione non è un progetto. Non è un cantiere. Non è un euro stanziato. È un atto di indirizzo politico: impegna l’Amministrazione a fare qualcosa, ma non stabilisce quando, con quali risorse, né con quali conseguenze nel caso in cui non lo faccia. Fino a quando non cambierà il consiglio comunale .
Quello che è successo ieri è che il Consiglio ha detto ufficialmente che bisognerebbe fare le cose che andrebbero fatte.
Il che è già qualcosa.
Purtroppo non è abbastanza.

La domanda giusta
Non è “perché ci vuole una mozione per queste cose?”
La domanda giusta è: chi ha progettato, approvato e costruito quello che esiste finora, ignorando le buone pratiche che lo stesso Piano Regionale già prescrive?
Quella risposta non è nella mozione.
Seguiremo l’attuazione. Con la dovuta pazienza. E con la dovuta diffidenza.
Qua il testo della mozione
Grazie Emanuele Busconi ❤️ e tutti i 28 consiglieri a favore ❤️
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E se siete curiosi del voto contrario vi lascio gli esiti della votazione ❤️ :

Fonte: Comunicato del Comune di Torino, 4 maggio 2026 https://www.comune.torino.it/novita/comunicati/una-mozione-per-manutenzione-sviluppo-dei-percorsi-ciclabili
Riferimento normativo: Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, Regione Piemonte, D.G.R. n. 35-6638/2023, Allegato A — Linee guida progettuali


